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Obblighi formativi: Intelligenza Artificiale

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Obblighi formativi: Intelligenza Artificiale

consulenza GDPR, MOG231, ISO 27001
Sia il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act) che la Legge italiana n. 132/2025 impongono obblighi specifici in materia di formazione e alfabetizzazione sull'intelligenza artificiale, sebbene con approcci e destinatari leggermente diversi.

Ecco una sintesi degli obblighi di formazione:

1. Obblighi derivanti dall'AI Act (Regolamento UE)
L'articolo 4 del Regolamento introduce un obbligo specifico di alfabetizzazione sull'IA (AI literacy):
  • Destinatari: L'obbligo si applica al personale dei fornitori e degli utilizzatori di sistemi di IA, nonché alle persone che hanno il potere di decidere sull'uso di tali sistemi all'interno delle organizzazioni. Include anche il personale delle autorità  pubbliche coinvolte nell'implementazione o nell'uso di sistemi di IA.
  • Contenuto: La formazione deve garantire che il personale possieda competenze, conoscenze e comprensione sufficienti per utilizzare correttamente i sistemi di IA, tenendo conto dei rischi associati e delle misure di mitigazione previste. Non si tratta di una formazione tecnica per sviluppatori, ma di una consapevolezza operativa sui limiti, le capacità e gli impatti dei sistemi utilizzati.
  • Scadenza: Questo obbligo è entrato in vigore il 2 febbraio 2025. Le organizzazioni devono quindi aver già attivato o pianificato percorsi di formazione per il personale interessato.
  • Proporzionalità: Il livello di alfabetizzazione richiesto deve essere proporzionato al contesto di rischio e al tipo di sistema di IA utilizzato (es. chi usa sistemi ad alto rischio avrà bisogno di una formazione più approfondita rispetto a chi usa sistemi a rischio minimo).

2. Obblighi derivanti dalla Legge italiana n. 132/2025
La legge nazionale rafforza e specifica questi principi nel contesto italiano:
  • Rafforzamento nella PA: La legge insiste particolarmente sull'alfabetizzazione digitale e sull'IA per i dipendenti della Pubblica Amministrazione. L'obiettivo è garantire che il personale pubblico sia in grado di gestire, supervisionare e comprendere le decisioni supportate dall'IA, assicurando trasparenza e responsabilità amministrativa.
  • Ruolo delle Autorità: Affida ad AgID (Agenzia per l'Italia digitale) e all'ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale), in collaborazione con il Comitato per l'IA, il compito di promuovere linee guida e programmi formativi per diffondere la cultura dell'IA affidabile.
  • Lavoro e Sindacati: In ambito lavorativo privato, la formazione diventa uno strumento chiave per le tutele. La legge prevede che l'introduzione di sistemi di IA che incidono sull'attività lavorativa debba essere accompagnata da processi di informazione, consultazione sindacale e, implicitamente, da piani di riqualificazione o formazione per i lavoratori interessati dall'automazione.

In sintesi per le organizzazioni
Per essere conformi, le aziende e le pubbliche amministrazioni devono:
  1. Identificare il personale interessato: Chi usa, supervisiona o decide sull'acquisto/uso di sistemi IA.
  2. Valutare il livello di rischio: Determinare quale profondità di conoscenza è necessaria in base ai sistemi adottati (es. sistemi ad alto rischio richiedono formazione più specifica).
  3. Attivare percorsi formativi: Garantire che entro le scadenze previste (già attive dal febbraio 2025 per l'UE) il personale abbia acquisito le competenze minime richieste.
  4. Documentare la formazione: Tenere traccia delle attività formative svolte come parte della documentazione di conformità, specialmente per i sistemi ad alto rischio.

La formazione non è quindi opzionale, ma un requisito legale fondamentale per garantire un uso sicuro, etico e conforme dell'intelligenza artificiale.


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